Pubblicato il 29 Giugno 2018, da:

Elisa Rota

Elisa Rota

Perché a distanza di secoli, sono ancora diffusi atteggiamenti di indifferenza o peggio ancora di rifiuto, di fronte a ciò che non si capisce e che, probabilmente, nemmeno si cerca di capire? E ancora, perché vige questa sorta di censura su tutto ciò che riguarda l’innovazione, o meglio, la nuova tecnologia?

La causa principale? La paura! Ma paura esattamente di cosa? Forse di non esserne all’altezza?

La paura è uno dei più grandi limiti umani, ma è altrettanto semplice da combattere attraverso la conoscenza. A questo punto c’è da considerare che nessuno nasce onnisciente e di conseguenza è necessario fare molte esperienze per comprendere meglio di cosa si tratti. E cosa c’è di più informativo ed immediato della tecnologia?

Un esempio calzante è sicuramente un ragazzo al quale viene assegnato il compito di svolgere una ricerca scolastica: come farebbe a realizzare la consegna con immediatezza ed efficienza se non avesse Internet a disposizione? O anche: non sarebbe più semplice utilizzare un dispositivo digitale in modo da poter confrontare i diversi siti ed ampliare la propria indagine, risparmiando così il tempo che si impiegherebbe per sfogliare più libri differenti?

La risposta a queste domande è spartita tra chi sostiene che il progresso tecnologico sia funzionale e chi, all’esatto opposto, pensa che sia una minaccia per i valori umani, per il mantenimento delle qualità e degli attributi dell’individuo. Ma perché si ha paura di un possibile avanzamento tecnologico che possa superare tutto ciò che riguarda il genere umano, intelletto compreso, se è l’uomo stesso a tecnologizzare?

Partendo da quest’idea, non si può che affermare che l’annullamento della persona nel suo genere sia unicamente dovuta alla negazione di ciò che essa stessa ha creato e soprattutto alla sua censura, che non permette all’individuo di prendere piena consapevolezza di quel che tratta l’oggetto sottoposto a critiche.

L’ignoranza genera ignoranza e sarà sempre così fin quando un singolo interesse non darà vita ad un movimento di curiosità e quindi ad una predisposizione generale alla comprensione di ciò che prima di allora rimaneva un qualcosa di ignoto. Il progresso complessivo, tecnologico e non, necessita di questo spirito d’iniziativa ed è pressoché controproducente il rifiuto di una conoscenza dettagliata delle opportunità offerte dal mondo digitale.

Scopri di più su Job Academy