Pubblicato il 12 Luglio 2018, da:

Benedetto La Marca

Benedetto La Marca
Web Developer, Web Designer e Ecommerce Manager

Il 15 giugno 2013 ha cambiato in maniera indelebile la storia del Paese asiatico. La Cina perde 5-1 contro la Thailandia. La prestazione dei cinesi è a dir poco imbarazzante.

Il Presidente Xi Jinping, appassionato di calcio, esprime la propria delusione influenzando l’intero popolo, sentitosi ferito nell’orgoglio. All’indomani sui social network cinesi impazza il seguente post: “Noi, 1.3 miliardi di cinesi, abbiamo perso con la Thailandia, 65 milioni di abitanti, un quarto militari, un quarto monaci e solo il resto utile per il vivaio calcistico”.

Da quel giorno infatti, il presidente Xi Jimping decide che la Cina deve rappresentare per il mondo una potenza globale anche sul piano sportivo. Il Paese studia le misure più adatte per sviluppare e far diventare il calcio una vera e propria cultura per le nuove generazioni. E’ 16 Marzo 2015 quando il governo di Pechino pubblica “il piano della riforma e lo sviluppo del calcio cinese”.

Cosa prevede il piano? In che modo la Cina riuscirà a diventare protagonista?

Di seguito l’analisi di Marco Montemagno su come si sta evolvendo e su come si evolverà la situazione calcistica in Cina:

 

Il piano prevede la costruzione di oltre 20 mila scuole calcio, con oltre 30 milioni di allievi tra alunni e altri 50 milioni tra la popolazione. Gli obiettivi sono ambiziosi. La Nazionale maschile dovrà entrare nei primi posti della classifica in Asia, e quella femminile essere una squadra di primo livello in ambito mondiale. Ma l’obiettivo principale del governo cinese è quello di ospitare un’edizione della Coppa del Mondo di calcio, evento che dovrà rappresentare l’entrata in scena della Cina fra le grandi potenze del football.

Il raggiungimento di tali obiettivi, prevede investimenti immensi per il governo cinese. Ma il governo non è l’unica parte del Paese interessata ad investire nel mondo del calcio. Sempre più imprenditori cinesi, sostenuti dal Paese, sono entrati con forza nei principali campionati europei, acquisendo anche importanti e prestigiose squadre.

In Spagna, i cinesi, detengono  al 100% il Granada, al 56% l’Espanyol e al 20% l’Atletico Madrid. In Francia il Sochaux è di proprietà cinese; successivamente verrà acquisito anche l‘80% del Nizza. In Inghilterra il 100% dell’Aston Villa è di proprietà cinese, compreso il 13% del Manchester City. In Italia l’Inter è di proprietà Suning. Poco chiara invece l’operazione che ha visto la breve proprietà dei cinesi anche in casa Milan.

Nessuno può dire ad oggi se questi investimenti permetteranno alla Cina di organizzare e, perché no, vincere i mondiali del 2030. Una cosa però è certa: la Cina continua a muovere passi concreti per stabilizzarsi in misura sempre maggiore nel calcio mondiale, e diventare così protagonista indiscussa in futuro.

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Web Developer e Web Designer con ottima conoscenza dei principali linguaggi di programmazione. Sviluppo siti web aziendali, personali, blog, e-commerce. Amo la comunicazione e il digital marketing, integrandoli alle attività principali.

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